CHIARA PASETTI

Presidente 

Il 24 novembre 1983, per il compimento dei miei otto anni, ho chiesto in regalo ai miei genitori un diario segreto (che conservo ancora), di quelli con il lucchetto. Ho inaugurato il diario con una “poesia” intitolata “Tristezza e amore”. Un giorno mia madre, violando la segretezza di quelle pagine, ha letto alcune cose che scrivevo, e ha inviato a mia insaputa una delle mie piccole poesie a un giornale femminile. Qualche settimana dopo è stata pubblicata! Per la prima volta il mio nome stampato su un giornale, per una cosa che avevo scritto io... Un regalo, e una grande emozione. Da allora continuo a scrivere poesie solo per me, perché ho capito che “sono nata lirica” (Flaubert), ma devo e so (forse) scrivere in prosa. Al liceo, le ore che vivevo e aspettavo con più gioia erano quelle del tema in classe, soprattutto del tema di letteratura. Le mie compagne consegnavano rigorosamente dopo le tre ore stabilite, io andavo avanti a copiare la brutta fino alla fine della mattina (diversamente avrei dovuto rimanere a scuola di pomeriggio, perché non riuscivo mai a non scrivere più di due fogli protocollo a pagina intera e non, come si fa ora, divisa a metà!). Ricordo con nostalgia e amore, tra i tanti, il tema sull’Aminta di Tasso, e quello su Leopardi, in cui per la prima volta presi un’insufficienza in italiano... per l’entusiasmo di parlare dell’amato poeta, mi dimenticai del titolo assegnato e andai completamente fuori tema! Sempre al liceo lessi per la prima volta Madame Bovary... un vero coup de foudre! Per Emma innanzitutto, anima sognatrice e romantica, che ha avuto la sola colpa di non sapersi adattare, conformare, piegare alla realtà... e poi per il suo autore, Gustave Flaubert. Che stile, che ironia e lirismo insieme, che profondità di pensiero, di anima. Chi era questo Monsieur Gustave Flaubert che scriveva così bene, e che aveva vissuto a Croisset tutta la vita sulle rive della Senna, soltanto scrivendo e poco altro, l’avrei poi scoperto negli anni dell’università e della tesi di laurea e di dottorato (entrambe su di lui, naturalmente). Mentre studiavo e leggevo i filosofi, alcuni amatissimi (Platone, Schopenhauer, Nietzsche, e tanti altri), mi tuffavo appena potevo nelle lettere di Flaubert, e imparavo a conoscere l’uomo, le sue debolezze, le manie, la sua infinita, totalizzante passione: la scrittura. E capivo con maggiore chiarezza ciò che anch’io volevo essere e diventare: una persona che scrive. Une femme-plume, parafrasando una sua nota dichiarazione. Da qualche anno scrivo saggi su questo grandissimo autore, e in generale di letteratura e cultura francese, sulle pagine della “Domenica del Sole24ore”, con impegno e passione. E scrivo di libri d’arte, e di artisti, spesso francesi, sulle pagine de “Il Giornale dell’arte”. Nel 2013 ho scoperto le sculture di Camille Claudel ad Avignone, e ho deciso di scrivere il mio primo testo teatrale, MOI, sulla sua vita e sul suo talento. Sentire, per la prima volta, le mie parole dette e agite sul palcoscenico è un’emozione che non si dimentica. Subito dopo mi sono dedicata di nuovo al Maestro, con la versione drammaturgica della sua meravigliosa Tentazione di sant’Antonio. Sto scrivendo uno spettacolo dedicato a lei... Emma Bovary.
Credo nei sogni, nei miei e in quelli di chiunque altro. E non solo nei sogni fatti “ad occhi chiusi” ma anche, e forse soprattutto, in quelli “ad occhi aperti”. Per questo mi batto strenuamente affinché nessuno si permetta di svilirli, calpestarli, ridicolizzarli o, crimine inaccettabile, distruggerli.
Odio ogni forma di ingiustizia e prepotenza in ogni campo e nei confronti di qualsiasi essere umano, e cerco di farmi sentire, spesso inutilmente (ma continuerò a provarci!), anche attraverso la penna, quando ritengo di subire o di assistere a un sopruso, a una qualunque forma di violenza e prevaricazione, un abuso di qualsiasi genere.
Gli amici mi chiamano “vulcano”. Questo soprannome mi piace e lo sento molto mio... Gustave Flaubert, scrivendo alla sua fidanzata Louise Colet, la chiamava spesso «mon cher volcan»...
Sono infinitamente grata a tutti i miei amici e a tutti coloro che credono nei miei stessi valori e hanno creduto in me sempre e, ora, in questa avventura dell’Associazione culturale “Le Rêve et la vie”. Dal nome, un’avventura di sogno e di vita. Il mio sogno e la mia vita. La nostra. 

 

 

   CARLO PASETTI    

Sono nato a Valenza (Al) il 5/5/45,  ho ottenuto la Licenza Liceale Classica presso il Liceo G. Plana di Alessandria nel 1963.
Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia nell’Aprile 1971 presso l’Università di Pavia, dove ho pure ottenuto le Specializzazioni in Neurologia (1975) e in Neuropsichiatria Infantile (1979).
All’inizio della mia formazione clinica ho compiuto soprattutto esperienze in ambito psichiatrico (Corsi di Ipnosi Medica, frequenza come volontario presso l’Ospedale Psichiatrico di Gorizia alla Scuola del Prof. Franco Basaglia), quindi ho frequentato per alcuni mesi come volontario la Clinica Neurologica C. Mondino dell’Università di Pavia, dopodichè ho iniziato la mia esperienza come assistente neurologo presso il Reparto Ospedaliero di Neurologia dell’Ospedale Maggiore di Novara. Sono stato quindi chiamato all’Istituto Scientifico di Veruno, dove ho lavorato dapprima come assistente, indi come aiuto e infine come primario fino al Dicembre 2007.
Ho svolto attività didattica in Neurologia presso la Scuola di Specializzazione di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Università di Torino, dal 1990 al 2007, nonché in Bioetica presso l’Università del Piemonte Orientale ai corsi di laurea in Infermieristica, Fisioterapia e Ostetricia  (questa prosegue tuttora in forma di didattica integrativa).
Ho seguito vari Corsi di Perfezionamento in Bioetica, presso la Fondazione Lanza di Padova e presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (Livello base e Livello Avanzato).
Sono membro di alcune Società Scientifiche in ambito Neurologico, con particolare riguardo alle Malattie Extrapiramidali e alle Demenze.
Nel 1983 ho fondato con alcuni colleghi l’AISLA (Associazione Italiana per la lotta e lo studio alla Sclerosi Laterale Amiotrofica), di cui sono anche stato Vice-Presidente.
Sono Presidente del Comitato Etico della Fondazione Salvatore Maugeri dal 2007, nonché Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Bioetica in Riabilitazione”.
Da tre anni sono Direttore Scientifico del Centro Europeo di Bioetica e Qualità della Vita, UNESCO Chair in Bioethics, Italian Unit
Sono autore di numerose pubblicazioni in ambito neurologico, psichiatrico, riabilitativo ed etico, ho organizzato e partecipato a numerosi congressi come relatore o chairman e curato i libri:

“Questioni di Bioetica nella presa incarico del paziente con malattia neurologica progressiva” Ed. Alganon, Arona, 1992
“Morbo di Parkinson: riabilitazione si, ma quale?” Ed. I Papiri, Torino, 1996
“Manuale di autoriabilitazione a domicilio del paziente affetto da Malattia di Parkinson” 1° Ed. 2004, II° Ed. 2006
“Introduzione alle demenze e alla malattia di Alzheimer: dalla clinica alla bioetica” , con Giuseppe Gambina, Ed. Libreria Cortina, Verona, 2008
Negli ultimi anni, oltre alla attività clinica, mi sono molto dedicato all’approfondimento e alla divulgazione delle problematiche bioetiche connesse con le malattie neurologiche croniche e progressive.
Nonostante sia in pensione, continuo con la stessa passione dei primi anni di laurea ad esercitare la professione medica, e spero di continuare a farlo ancora per tanto tempo, nelle sue componenti cliniche, etiche e relazionali.  Sono per altro contento di avere più tempo libero e meno responsabilità di prima per potermi dedicare ad altre attività più ludiche e ricreative ( giocare a tennis, praticare sport acquatici, suonare la chitarra, fare rilassanti  camminate in montagna, vedere mostre di pittura, visitare nuove città e-last but not least-fare anche il nonno).

 

    FABRIZIO GRIONI
 
Sono un geologo. Amo la montagna, e amo studiarla e praticarla sia per la mia professione sia per i miei hobby, che sono principalmente lo sci e l'alpinismo.
Amo i vulcani, la terra e in generale la natura tutta, di cui mi affascinano la sua essenza selvaggia e la bellezza, che ritrovo anche nelle attività dell'uomo più sentimentali e spirituali, di cui l'arte è, a mio parere, l'espressione più alta.
 
Questo sito è stato realizzato da Alessandro Romito, studente di classe quarta del liceo L.Geymonat di Tradate. L’Associazione gli è sinceramente grata per il tempo che ha dedicato a questo progetto!